Videogiochi on-line: gioco o dipendenza?
Di Marian Merritt | 1 maggio 2007
I tuoi figli partecipano a videogiochi on-line? Si tratta di semplice gioco? Oppure sono diventati dipendenti dai videogiochi? Come è possibile capire la differenza? E che cosa è possibile fare a tal proposito?
Un problema vissuto di persona Tutte queste domande sono diventate recentemente reali quando abbiamo sospettato che il nostro figlio maggiore di 11 anni avesse qualche problema di vista. Quando ha iniziato a battere spesso le ciglia senza una ragione apparente l'abbiamo condotto dal pediatra per una visita. Abbiamo così scoperto che i suoi occhi erano secchi per il troppo gioco con GameCube e Game Boy®, oltre al normale tempo dedicato al computer. Dopo due settimane senza videogiochi, occhi e vista sono tornati normali. Da quel momento abbiamo limitato il suo tempo di gioco quotidiano per evitare che la cosa si ripetesse.
Dopo avere letto parecchio materiale sull'argomento, non ritengo che nostro figlio fosse diventato dipendente dai videogiochi, ma una sottovalutazione o il mancato controllo di questa attività avrebbe potuto farlo diventare effettivamente tale.
I videogiochi prendono il posto della vita reale Ecco alcuni dati che ho appreso. Per prima cosa, la dipendenza dai videogiochi on-line è un problema reale sia tra i giovani che tra gli adulti. Secondo una ricerca pubblicata da Harris Interactive "l'8,5% dei giovani giocatori tra gli 8 e i 18 anni possono essere classificati come patologicamente dipendenti dai videogiochi".† Probabilmente i giochi più appassionanti sono i videogiochi multi-player on-line che comprendono sia l'attività di gioco che una funzione di messaggistica istantanea o chat. Gruppi di giocatori partecipano a giochi e chat contemporaneamente, formando una specie di comunità di gioco immaginaria che, oltre alla dipendenza, può diventare più importante della stessa vita reale. Tra i più noti videogiochi è possibile citare World of Warcraft, EverQuest e Ultima Online.
Quanto può diventare grave? Può diventare molto grave. Mettiamola così, il videogioco EverQuest viene spesso indicato con il termine "EverCrack", un riferimento alla nota droga che dà un'elevata assuefazione. Quello che inizia come un hobby innocente può diventare molto rapidamente un problema comportamentale patologico. Ecco un esempio. Un ragazzo delle scuole superiori, studente molto brillante, iniziò a giocare on-line per più di 30 ore alla settimana. I sogni di entrare in una prestigiosa università svanirono molto presto in quanto i risultati scolastici dell'adolescente scesero a una valutazione appena sufficiente. Sei anni dopo, lo studente si ritrova all'università, si rende conto della sua dipendenza, vuole smettere ma non riesce. Un altro segnale della portata del problema è il fatto che il governo cinese ora impone alle aziende di videogiochi multiplayer on-line di limitare la partecipazione ai minori di 18 anni a non più di tre ore al giorno. Personalmente, ritengo che anche tre ore siano troppe, specialmente per i più giovani.
Come scoprire la dipendenza I tuoi figli sono dipendenti dai videogiochi? Ecco alcuni tra i più comuni segnali di allarme. I ragazzi dipendenti perdono interesse per la scuola, voltano le spalle agli amici e parlano incessantemente dei giochi a cui partecipano. Inoltre, molti videogiochi on-line chiedono ai giocatori di acquistare il gioco e di pagare tariffe mensili per continuare a giocare. Questi addebiti possono essere individuati sulla tua carta di credito o su quella di tuo figlio.
Prevenzione o eliminazione della dipendenza La prevenzione della dipendenza dai videogiochi on-line consiste nell'essere consapevoli delle attività on-line che svolgono che i nostri figli. Educa te stesso e i tuoi figli sui pericoli di un gioco eccessivo. Non lasciare che lo schermo del computer diventi la tua babysitter. Parla con i tuoi figli delle loro attività on-line. Se i tuoi figli passano molto tempo al computer, i loro giudizi scolastici sono in ribasso o smettono di frequentare gli amici, chiedi loro il perché e affronta subito il problema. Se ritieni che tuo figlio sia affetto da dipendenza, valuta di chiedere l'assistenza di uno psicologo professionista. Non è escluso che sia impossibile risolvere autonomamente il problema.
Videogiochi, non dipendenza I videogiochi sono un'attività naturale per i ragazzi. Rappresentanto uno dei modi con cui competono e apprendono. Apprendono e si divertono. Rappresentano una parte sana della loro vita, ma non devono essere tutta la loro vita. Quando i videogiochi iniziano ad assumere un'importanza eccessiva, è il momento di intervenire. Assicuriamoci che quando i nostri figlio giocano, stiano semplicemente giocando.
Fammi sapere cosa ne pensi. Per saperne di più, leggi l'articolo
Videogiochi online: tra gioco e dipendenza nella Libreria di articoli di Risorsa per la famiglia.
Grazie!
† Harris Interactive, "Video Game Addiction: Is It Real", aprile 2007